Potrebbe
essere semplicistico e riduttivo rispondere spiegando cosa si intende
per "rapporti di buon vicinato": di certo non è un
"vogliamoci tutti bene", tanto meno chiudere un occhio
davanti alle scorrettezze del vicino; per cui sarei contenta di
allargare l'argomentazione.
Fino a un
paio di anni fa, quando dovevo far sistemare il computer, essendo
inesperta in materia, ricorrevo ad amici competenti lontani da casa
mia almeno 80 km oppure pagavo un tecnico per farlo: mi sembrava
assurda questa cosa e mi son detta che non era possibile che tra
compaesani non ci si aiutasse in queste piccole cose.
Aiutarsi non
costa nulla e permette di rendere la vita più semplice e più bella,
creando anche una microeconomia virtuosa capace di fronteggiare la
crisi.
Così ho
voluto rafforzare i rapporti con le persone e ho scoperto chi può
sistemare il computer, magari rendendomi disponibile per un aiuto coi
figli se ce ne fosse bisogno.
Questo è
solo un esempio del modo in cui ci si può scambiare aiuto reciproco
e competenze; credo che ognuno di noi ne può raccontare a
piacimento.
Certo,
spesso la nostra vita è un continuo rintanamento in luoghi chiusi e
angusti che non favorisce il vincolo di comunità, il piacere di
stare con gli altri che tiene unite le persone.
Quel che
regna oggi, infatti, è la diffidenza: se una persona regala qualcosa
a qualcuno che magari non conosce, siamo subito pronti a chiederci
dov'è il trucco o cosa vorrà in cambio.
E'
necessario cercare di vincere questo atteggiamento così diffuso per
conseguire un fine antico ma sempre valido: la mutua solidarietà fra
le persone.
A questo
punto, sarebbe più utile chiederci quale potrebbe essere il ruolo di
un'amministrazione comunale in questa cosa così semplice.
A nostro
avviso potrebbero esserci due binari paralleli per favorire giovani e
meno giovani.
Il primo
corre sulla rete: facebook è un social network in cui facilmente si
possono creare gruppi che abbiano questo fine.
Ho un
materasso che sto per buttare, il frigo pieno e sto partendo per le
vacanze, cerco una sarta per sistemare un vestito, ho un pomeriggio
libero a settimana, conosco qualche lingua?
Bene: lo
posto su facebook, magari faccio una foto e chiedo se qualcuno ha
bisogno di quello che io posso dare o mi può dare quello di cui ho
bisogno io.
Il secondo
viaggia direttamente nei rapporti tra le persone: le consulte
dovrebbero avere, non solo la funzione di controllo e stimolo
dell'operato dell'amministrazione, ma anche e soprattutto quello di
promuovere sia un dialogo costante tra cittadini e amministratori,
sia la possibilità di far esprimere i bisogni e le risorse di tutti,
attraverso i mezzi che meglio crede utilizzare (andare di porta in
porta, inviare e poi raccogliere questionari, ecc.).
Abbiamo
anche detto che in ogni frazione verranno istituiti appositi "centri"
in cui ognuno potrà recarsi chiedendo o mettendo a disposizione
qualcosa (una sorta di "banca del tempo"): si andrà,
quindi, da servizi di spesa a domicilio, ai medicinali, a passaggi in
auto, a ripetizioni e chi più ne ha più ne metta.
E' evidente
che l'amministrazione dovrà svolgere una costante funzione di
controllo dell'operato delle consulte, di coordinamento delle
associazioni e delle pro loco, istituendo anche un segretariato
sociale, al fine del perseguimento di questo obiettivo.
A cura di Daniela D'Anca
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