martedì 29 aprile 2014

Cosa si intende per "incentivare i rapporti di buon vicinato"

Potrebbe essere semplicistico e riduttivo rispondere spiegando cosa si intende per "rapporti di buon vicinato": di certo non è un "vogliamoci tutti bene", tanto meno chiudere un occhio davanti alle scorrettezze del vicino; per cui sarei contenta di allargare l'argomentazione.

Fino a un paio di anni fa, quando dovevo far sistemare il computer, essendo inesperta in materia, ricorrevo ad amici competenti lontani da casa mia almeno 80 km oppure pagavo un tecnico per farlo: mi sembrava assurda questa cosa e mi son detta che non era possibile che tra compaesani non ci si aiutasse in queste piccole cose.
Aiutarsi non costa nulla e permette di rendere la vita più semplice e più bella, creando anche una microeconomia virtuosa capace di fronteggiare la crisi.
Così ho voluto rafforzare i rapporti con le persone e ho scoperto chi può sistemare il computer, magari rendendomi disponibile per un aiuto coi figli se ce ne fosse bisogno.
Questo è solo un esempio del modo in cui ci si può scambiare aiuto reciproco e competenze; credo che ognuno di noi ne può raccontare a piacimento.
Certo, spesso la nostra vita è un continuo rintanamento in luoghi chiusi e angusti che non favorisce il vincolo di comunità, il piacere di stare con gli altri che tiene unite le persone.
Quel che regna oggi, infatti, è la diffidenza: se una persona regala qualcosa a qualcuno che magari non conosce, siamo subito pronti a chiederci dov'è il trucco o cosa vorrà in cambio.
E' necessario cercare di vincere questo atteggiamento così diffuso per conseguire un fine antico ma sempre valido: la mutua solidarietà fra le persone.

A questo punto, sarebbe più utile chiederci quale potrebbe essere il ruolo di un'amministrazione comunale in questa cosa così semplice.
A nostro avviso potrebbero esserci due binari paralleli per favorire giovani e meno giovani.
Il primo corre sulla rete: facebook è un social network in cui facilmente si possono creare gruppi che abbiano questo fine.
Ho un materasso che sto per buttare, il frigo pieno e sto partendo per le vacanze, cerco una sarta per sistemare un vestito, ho un pomeriggio libero a settimana, conosco qualche lingua?
Bene: lo posto su facebook, magari faccio una foto e chiedo se qualcuno ha bisogno di quello che io posso dare o mi può dare quello di cui ho bisogno io.

Il secondo viaggia direttamente nei rapporti tra le persone: le consulte dovrebbero avere, non solo la funzione di controllo e stimolo dell'operato dell'amministrazione, ma anche e soprattutto quello di promuovere sia un dialogo costante tra cittadini e amministratori, sia la possibilità di far esprimere i bisogni e le risorse di tutti, attraverso i mezzi che meglio crede utilizzare (andare di porta in porta, inviare e poi raccogliere questionari, ecc.).

Abbiamo anche detto che in ogni frazione verranno istituiti appositi "centri" in cui ognuno potrà recarsi chiedendo o mettendo a disposizione qualcosa (una sorta di "banca del tempo"): si andrà, quindi, da servizi di spesa a domicilio, ai medicinali, a passaggi in auto, a ripetizioni e chi più ne ha più ne metta.

E' evidente che l'amministrazione dovrà svolgere una costante funzione di controllo dell'operato delle consulte, di coordinamento delle associazioni e delle pro loco, istituendo anche un segretariato sociale, al fine del perseguimento di questo obiettivo.

A cura di Daniela D'Anca

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