venerdì 4 ottobre 2013

La voce di un cittadino indignato


Tra coloro che leggeranno queste parole, temo saranno molti, fin troppi, quelli che si limiteranno a pensare e dichiarare quanto sia inutile compiere un gesto come quello di far sentire, in qualche misura, la propria voce. 

Se da un lato credo che questo, cui ritengo essere più un fatto che una semplice opinione, non sia altro che l’espressione di un sintomo di un andamento grave e pericoloso qual è la rassegnazione e la tacita accettazione dell’inaccettabile, dall’altro credo con decisione che la politica in generale voglia esattamente questo: un popolo che ha smesso di lottare per i propri diritti. 

Di fatto, io che non parlo politichese né appartengo a nessuno schieramento politico, sono fiducioso che una qualsiasi azione, da intendersi di natura moderata e propositiva, possa fare la differenza. Certo è che quella frase di cui troppo spesso si è abusato il senso e che recita “L’unione fa la forza.” è oggi reale quanto lo è stata in tempi oscuri come quelli del dopo guerra. 

Se l’azione di un singolo diventa azione di molti, un comune intero, fatto di persone, può modificare e migliorare se stesso, ed altri comuni possono prendere esempio. 

In effetti esistono già comuni così detti virtuosi da cui noi, oggi, in questo preciso istante, possiamo prendere esempio, e se non copiare, riadattare alle esigenze del territorio realtà che in altri comuni stanno già facendo la differenza. Ed è a questo punto che mi rivolgo direttamente a Lei, caro Sindaco. A me non importa di quale partito Lei sia dato che NON è dall’opposizione che sto parlando. Il metro di misura della politica è, e sempre rimarrà per me, quello definito dagli articoli dei diritti umani, ed ogni legge dovrebbe prima di tutto garantire che in nessun caso vengano violati, cosa che invece vediamo accadere ogni giorno a livello nazionale. Ma ogni cosa parte dal basso. Da qui a Roma la strada è lunga, ma possiamo partire dalla realtà di un piccolo comune quale è quello di Ameglia, in cui troppe cose non funzionano o funzionano male. 

A parlarLe è un semplice cittadino del Suo comune, qui solo da un anno, che lavora con passione e impegno nello stesso comune da cinque anni, e che sostiene di essersi guadagnato il diritto di esprimere un’opinione, o di far sentire la propria voce se preferisce. Ha dimostrato in più occasioni, Lei come i suoi colleghi dell’opposizione cui sanno fare, sempre a mia opinione, solo e soltanto opposizione e mai formulare proposte che possano fare davvero la differenza, di avere grandi capacità nel trovare schermi e motivazioni utili a quelle che Lei ha definito come scelte difficili, che nuovamente colpiscono le famiglie tutte, e in maggior modo quelle che già vivevano senza avere certezze del domani. Ma Le dirò che personalmente sono stanco di sentire motivazioni, scuse, cessioni di colpe ad altri enti, e soprattutto belle parole mai seguite da fatti concreti, a prescindere che sia Lei a pronunciarle o i Suoi colleghi dell’opposizione. Sono stanco di vedere fare politica e non vedere fare niente o troppo poco e male per il cittadino. 

Le faccio qualche esempio porgendoLe qualche domanda che certamente non troveranno risposta.  

Siamo proprio certi che i danni ingenti riportati dalle alluvioni non fossero evitabili? Non sarebbe bastata una maggiore manutenzione e pulizia del territorio? E le famiglie che si sono ritrovate in ginocchio, non sono forse finite in un dimenticatoio? E ancora. In un comune che si è visto tagliato fuori dal resto del mondo per almeno un anno e mezzo, e in cui molte attività hanno chiuso i battenti con conseguenti licenziamenti, mentre il comune nulla faceva per tentare di entrare a sostegno di attività commerciali e non attraverso iniziative di qualsivoglia tipo, era il caso di raddoppiare la tassa sull’immondizia quando, non bastasse quanto già detto, troppo spesso i cassonetti restano strapieni d’immondizia maleodorante? E siamo certi, io non lo sono affatto, di valorizzare il territorio al meglio, organizzandoci per accogliere quei pochi turisti coraggiosi che ancora si ostinano a passare i loro giorni di ferie in un luogo in cui ho la sensazioni ci si impegni di più per farli fuggire che restare? Erano necessarie quelle tariffe ai parcheggi di Bocca di Magra? Hanno davvero la sola utilità della sicurezza pubblica quella collezione di autovelox mai vista prima in altri luoghi? La sicurezza non è forse data dalle forze dell’ordine cui invece hanno ricevuto tagli? 

Come vede, caro Sindaco, gli interrogativi che si aprono sono molti, e certamente non gli ho espressi tutti. Sono certo che da buon politico troverebbe una risposta ad ognuno di questi. Ma, ripeto, sono stanco di sentire parole. Ho, e abbiamo, bisogno di fatti concreti. E allora ciò che le chiedo non è di parlare, ma per una volta ascoltare chi non si limita a denotare ciò che non funziona, ma tenta di trovare strade per migliorare il proprio comune e non a favore del singolo ma dell’intera comunità. Le soluzioni esistono. E’ sufficiente prenderne atto e smetterla di nascondersi dietro le mille motivazioni per comodità individuale e a discapito dell’intera comunità. 

Impariamo dai comuni virtuosi, e vediamo insieme, tutti, come possiamo mettere in pratica delle soluzioni alternative alle tasche dei cittadini. Non è un’utopia. E’ un’opportunità. Grazie del Suo tempo.




Simone Santarini

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