martedì 12 novembre 2013

Un mondo di plastica

Avete mai provato, passeggiando in autunno lungo la battigia delle coste liguri/toscane, così come di tutte le altre regioni bagnate dal mare, ad osservare lo scenario che avvolge le spiagge?



Dopo una classica mareggiata rituale in questi periodi, possiamo ammirare decine e decine di meduse spiaggiate, e questo sarebbe il male minore; poi ai nostri occhi si presenta una quantità industriale di legnami, piante di qualsiasi dimensione, tronchetti tagliati a misura e probabilmente abbandonati lungo le sponde dei fiumi, che con le fiumare arrivano al mare.



Tutta questa potenziale ricchezza abbandonata ad una decomposizione lunga nel tempo potrebbe essere utilizzata invece per alimentare qualche caldaia a legna, pellet o ceppato e creare una filiera corta dove giovani, disoccupati o cassa integrati potrebbero arrotondare il loro bilancio economico. Ma la cosa più raccapricciante e preoccupante che notiamo lungo i litorali, come tra gli scogli e lungo le sponde di fiumi e torrenti sono i numerosi oggetti di PLASTICA di ogni tipo (bottiglie, contenitori, sacchetti, bottiglie di vetro, lattine di alluminio, ferro, piccoli elettrodomestici ,coppertoni di ruote, resti di calzature ed il peggiore dei materiali inquinanti il POLISTIROLO). 

Ecco, questo vasto campionario di prodotti che potrebbero essere RIUTILIZZATI e RECUPERATI quasi totalmente e ridurre così l'utilizzo di materie prime per la loro produzione, oltre ad essere un pessimo biglietto da visita dei nostri territori, penso sia una vera" BOMBA ECOLOGICA" che sta compromettendo sempre più il nostro ECOSISTEMA. La catena alimentare degli animali, sia terrestri sia acquatici, si sta modificando a causa della ingestione di corpi estranei non commestibili e, oltre a causare la morte per soffocamento di questi poveri animali, grava enormemente sulla nostra salute, del resto l'aumento esponenziale di malattie degenerative e tumorali ,  è la testimonianza più drammatica.


Purtroppo è notizia di questi giorni, che il più grande lago italiano, il Lago di Garda, sia invaso dalla plastica ed i polimeri stiano entrando nella catena alimentare degli invertebrati d'acqua dolce.

In una delle riviste di biologia più autorevoli al mondo si parla di "un mondo di plastica nel cuore dell'Europa "e si spiega come la zona più a rischio sia quella delle spiagge settentrionali.

Il "boom economico" degli anni 60 ha sicuramente portato benessere e ricchezza ai nostri genitori, i quali, nella ubriacatura della crescita senza limiti e dello sviluppo senza regole, non si sono curati dei possibili danni che questi comportamenti  e stili di vita avrebbero portato alle generazioni future.



Oggi noi abbiamo l'obbligo morale di porre rimedio agli errori fatti dai nostri genitori, affinchè le generazioni del futuro non si trovino in una situazione irreparabile come questa. Dunque la componente educativa fatta adeguatamente partendo dalle scuole materne per arrivare alle superiori, passando soprattutto anche attraverso il coinvolgimento dei genitori, potrà e dovrà essere l'unica strada per interrompere questo degrado culturale che di fatto purtroppo sta avvelenando il futuro di tutti noi.
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