La Spezia - "Rifiuti ed Enel.
Cosa ci potrebbe riservare il futuro?" Questo il titolo dell'incontro
che si è svolto oggi pomeriggio nella sala della coop di Via Saffi.
Un'occasione per parlare anche della regionalizzazione del ciclo dei
rifiuti e delle future opzioni impiantistiche che potrebbero portare
alla trasformazione della centrale Enel in inceneritore. L'assemblea è
stata organizzata dai Comitati spezzini, il Coordinamento dei quartieri
del Levante e il Comitato Piazza Verdi.
"L'amministrazione spezzina e il gestore hanno l'intenzione di riaprire l'ex discarica di Saturnia - dice Corrado Cucciniello, dell'associazione comitati spezzini -, un sito che era stato in passato sequestrato dalla magistratura. Erano state conferite ceneri della centrale di Vado e rifiuti solidi urbani in emergenza. Questa nuova discarica avrà un volume di 700mila metri cubi e accoglierà un milione di tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. Nel piano di riassetto economico finanziato dall'Acam è già addirittura stato programmato un business plan, quindi si sa quanto si potrà ricavare dalla riapertura della discarica stessa, ovvero circa 28milioni nell'arco di sette anni. Noi ovviamente ci opponiamo alla riapertura di questo impianto che va ad aggiungersi a uno scempio che già esiste".
Per quanto riguarda invece la centrale Enel, il progetto Future-E prevede che la società ripensi il futuro energetico di 23 impianti. Sul sito si legge che gli impianti sono divisibili in tre grandi gruppi: quelle centrali da riconvertire ad altre tecnologie, quelle da riprogettare per scopi diversi, e quelle industriali e non poiché si trovano in pieno tessuto urbano. "Abbiamo appreso che esiste un piano nazionale dell'Enel che prevede la dismissione dei gruppi a gas che per altro in questi ultimi anni non hanno praticamente mai funzionato - dice ancora Corrado Cucciniello -. Nel 2014 le ore di utilizzo sono state nulle, pari a zero. Questo ci preoccupa intanto perché sono stati spesi dei soldi per un impianto che non ha mai funzionato, quindi soldi sprecati e poi perché si libererebbero degli spazi. Siamo venuti a conoscenza di un fatto per altro datato - spiega Cucciniello -. Nella domanda di autorizzazione Aia del 2006 è presente un progetto di co-combustione di carbone e biomasse, quindi temiamo anche questo per due ragioni: innanzitutto perché questo allungherebbe la vita della sezione a carbone che noi vorremmo fosse dismessa per i danni che ha certamente causato, ma anche perché potrebbero aprirsi nuovi scenari, come quello di bruciare la parte del trattamento dei rifiuti, cioè del combustibile solido secondario, che per legge ha smesso di essere un rifiuto, ma è un normale combustibile".
I comitati e le associazioni ambientaliste presenti chiedono infine che venga organizzato un incontro pubblico affinché si possa parlare direttamente con i cittadini, confrontandosi con chi ha il diritto di conoscere il proprio futuro. "Rigettiamo questo modo di fare di incontrare i vertici di Enel nelle segrete stanze - conclude Corrado Cucciniello -. Chiediamo anche che non venga posto in essere il ciclo dei rifiuti così come previsto dal programma del piano regionale. Abbiamo delle proposte da avanzare che partono dalla riconversione dell'impianto di Saliceti di Santo Stefano".
"L'amministrazione spezzina e il gestore hanno l'intenzione di riaprire l'ex discarica di Saturnia - dice Corrado Cucciniello, dell'associazione comitati spezzini -, un sito che era stato in passato sequestrato dalla magistratura. Erano state conferite ceneri della centrale di Vado e rifiuti solidi urbani in emergenza. Questa nuova discarica avrà un volume di 700mila metri cubi e accoglierà un milione di tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. Nel piano di riassetto economico finanziato dall'Acam è già addirittura stato programmato un business plan, quindi si sa quanto si potrà ricavare dalla riapertura della discarica stessa, ovvero circa 28milioni nell'arco di sette anni. Noi ovviamente ci opponiamo alla riapertura di questo impianto che va ad aggiungersi a uno scempio che già esiste".
Per quanto riguarda invece la centrale Enel, il progetto Future-E prevede che la società ripensi il futuro energetico di 23 impianti. Sul sito si legge che gli impianti sono divisibili in tre grandi gruppi: quelle centrali da riconvertire ad altre tecnologie, quelle da riprogettare per scopi diversi, e quelle industriali e non poiché si trovano in pieno tessuto urbano. "Abbiamo appreso che esiste un piano nazionale dell'Enel che prevede la dismissione dei gruppi a gas che per altro in questi ultimi anni non hanno praticamente mai funzionato - dice ancora Corrado Cucciniello -. Nel 2014 le ore di utilizzo sono state nulle, pari a zero. Questo ci preoccupa intanto perché sono stati spesi dei soldi per un impianto che non ha mai funzionato, quindi soldi sprecati e poi perché si libererebbero degli spazi. Siamo venuti a conoscenza di un fatto per altro datato - spiega Cucciniello -. Nella domanda di autorizzazione Aia del 2006 è presente un progetto di co-combustione di carbone e biomasse, quindi temiamo anche questo per due ragioni: innanzitutto perché questo allungherebbe la vita della sezione a carbone che noi vorremmo fosse dismessa per i danni che ha certamente causato, ma anche perché potrebbero aprirsi nuovi scenari, come quello di bruciare la parte del trattamento dei rifiuti, cioè del combustibile solido secondario, che per legge ha smesso di essere un rifiuto, ma è un normale combustibile".
I comitati e le associazioni ambientaliste presenti chiedono infine che venga organizzato un incontro pubblico affinché si possa parlare direttamente con i cittadini, confrontandosi con chi ha il diritto di conoscere il proprio futuro. "Rigettiamo questo modo di fare di incontrare i vertici di Enel nelle segrete stanze - conclude Corrado Cucciniello -. Chiediamo anche che non venga posto in essere il ciclo dei rifiuti così come previsto dal programma del piano regionale. Abbiamo delle proposte da avanzare che partono dalla riconversione dell'impianto di Saliceti di Santo Stefano".
Lunedì 27 aprile 2015 alle 21:20:26
SELENE RICCO
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