martedì 21 aprile 2015

"ai Agnetàn" - Lettera aperta da parte di un cittadino amegliese

 Il  bosco sulla collina sovrastante Bocca Di Magra finisce in una montagna di cippato

 

Ci sono luoghi che, non solo hanno un loro valore intrinseco perché belli, pregevoli nell’aspetto ed importanti sul piano ambientale ma,  perché spesso fanno parte del patrimonio culturale ed affettivo delle comunità umane che ivi risiedono.

Sto parlando nel nostro caso di un piccolo bosco di ontani secolari, che fino a pochi giorni fa vegetava rigoglioso in località La Ferrara, ed in particolare in luogo che nella toponomastica locale è stato da sempre conosciuto come  “ ai Agnetàn “.

Era una piccola oasi con tanto di acquitrino, dove generazioni di ragazzi  trovavano sempre una riserva inesauribile di vermi, quando ancora, dopo le piene della Magra,  si usavano per pescare con la “ Mazzacola o Mazzacora” le anguille da cucinarsi in umido con polenta.
Chissà quanti saranno quelli che se lo ricordano e magari hanno  pure a memoria che era luogo eletto per le beccacce.
Insomma, per tanti di noi era importante! C’era ed era bello, una macchia di verde e di frescura che trasmetteva un tangibile piacere, e dove era rilassante il passeggiare. 

Non c’è dato sapere perché sia stato tagliato

Le piante erano più che sane, non pericolanti e tanto meno insistenti sul ciglio di strade trafficate.

L’unica cosa che mi vien fatto di pensare che si sia voluto ripulire il terreno in vista di future lottizzazioni da parte del gruppo proprietario, oppure perché presi dal furore del taglio a tappeto, indiscriminato.

La Monte de Paschi pare abbia dato mandato per il taglio dei boschi di sua proprietà sulla nostra collina, ad una ditta che sta svolgendo il lavoro con modalità a dir poco pesante, e mi auguro quindi che quelle autorità fin qui purtroppo latitanti,e colpevoli ( Assessorato all’ambiente Comune di Amegia – Presidente del parco Magra/Montemarcello Dott. Pisani) di  non aver visto e nulla saputo di quanto avviene sul territorio assegnato alle loro amorevoli cure, di farsi se pur tardivamente presenti, prima che si faccia cippato anche con i peli del culo di noi cittadini. 

Scusatemi se ancora ho la voglia di indignarmi anche per le piccole cose insignificanti:

Massimo Giangarè

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